Ad ABF Bergamo prende il via un progetto dedicato allo sguardo critico e alla narrazione visiva

Il progetto “L’ora di fotografia”

Il 3 marzo, presso ABF Bergamo, si è tenuto il primo incontro del progetto “L’ora di fotografia”, che ha coinvolto gli allievi delle classi terze, quarte e quinte. L’iniziativa è curata dal collettivo Kublaiklan in collaborazione con Fondazione Alfaparf e propone un percorso di approfondimento sul linguaggio fotografico, sul valore dell’educazione visiva e sulla produzione artistica.

Primo incontro: la fotografia dice sempre la verità?

Il punto di partenza del primo incontro è stata la domanda: “la fotografia dice sempre la verità?

A guidare la riflessione sono stati Rica Cerbarano e Francesco Colombelli, membri della collettiva Kublaiklan, che hanno accompagnato gli studenti in un confronto aperto sul potere delle immagini e sulla loro capacità di influenzare la percezione della realtà.

Durante l’incontro sono state analizzate sei modalità attraverso cui una fotografia può essere manipolata:

  • scatto e inquadratura, che selezionano cosa mostrare e cosa escludere;
  • post-produzione, l’editing che viene fatto sulla foto per modificare luci, esposizione ecc..;
  • crop, ovvero il ritaglio dell’immagine;
  • testo, che può orientare o alterare il significato dello scatto (come nel caso della foto di Spencer Platt che vinse il World Press Photo 2007, accompagnata da una didascalia non aderente alla realtà dei fatti);
  • messa in scena, pratica adottata da alcuni fotografi come Crewdson, che utilizzano vere e proprie troupe cinematografiche, o da altri autori che ricreano scene di street photography con attori;
  • intelligenza artificiale e deepfake, strumenti sempre più diffusi che pongono nuove questioni etiche e comunicative.

Attraverso alcuni esempi fotografici gli studenti hanno potuto comprendere come ogni immagine sia il risultato di scelte precise e come sia necessario sviluppare uno sguardo critico per interpretarla correttamente.

Dalla riflessione alla creazione

Durante gli incontri successivi alcuni allievi, insieme al fotografo Emilio Nasser e il collettivo Kublaiklan, hanno esplorato il rapporto tra mito, lavoro e creatività.

Proprio durante questi incontri è emerso che il mito non racconta mai una storia personale, ma riflette le paure e i desideri condivisi dalla società, offrendo un modo per entrare in contatto con verità più profonde.

Successivamente per avvicinarsi ancora di più alla tematica, i ragazzi si sono immersi in diverse attività immaginative dando forma attraverso il disegno a creature immaginarie legate all’ambito del lavoro.

L’obiettivo principale di questo workshop è stata la creazione di una figura mitica condivisa, costruita a partire delle idee degli studenti. Divisi in tre gruppi, hanno ideato un’ambientazione, un potere e una forma, per poi unire le diverse proposte in un’unica creazione, creata con materiali di scarto.

Da questo processo prende forma Alines, un’entità capace di manifestarsi esclusivamente nei momenti di difficoltà. La sua evocazione avviene attraverso un rituale preciso: l’acqua del fiume Serio viene portata a ebollizione all’interno di una teiera e il fischio che ne deriva segna l’istante della sua apparizione.

Alines possiede la capacità di orientare il futuro verso la realizzazione dei sogni, ma richiede sempre un prezzo in cambio, nutrendosi delle energie negative di chi la invoca. La sua forma è mutevole: non ha contorni definiti e si trasforma in base alla persona che la richiama, prendendo vita in una maschera dai lineamenti indefiniti.

Lo shooting nei laboratori

A seguire è stato poi effettuato uno shooting fotografico all’interno dei laboratori della scuola, che per l’occasione sono stati trasformati in scenari narrativi.

Nelle immagini, Alines appare come una presenza simbolica che veglia sugli studenti mentre sono immersi nelle loro attività osservandoli nei gesti quotidiani del loro apprendimento.

I lavori fotografici prodotti durante i giorni di shooting, verranno poi raccolti e utilizzati per realizzare una pubblicazione che sarà presentata in festival e circuiti espositivi, con lo scopo di valorizzare questa esperienza educativa.