Una figura tecnica specializzata che unisce meccanica, elettronica e coding
Chi è l’operatore meccatronico?
Il meccatronico è una figura professionale altamente specializzata e “ibrida”, ancora poco conosciuta ma sempre più centrale nel mondo produttivo. Non si tratta di un semplice meccanico “moderno”, né di un elettricista o di un informatico: è il professionista che integra meccanica, elettronica e programmazione per far funzionare macchine e impianti automatizzati.
Il suo lavoro consiste nel far dialogare componenti meccanici, cavi elettrici e software, permettendo alle macchine di muoversi, reagire, fermarsi o ripartire in autonomia. È una figura sempre più richiesta dall’industria, soprattutto nei settori dell’automazione, della robotica e della manutenzione evoluta.
Che competenze ha un operatore meccatronico?
Durante il percorso di meccatronica in ABF, gli allievi acquisiscono competenze pratiche e tecniche molto ampie. Imparano a montare e smontare macchine e componenti in modo sicuro, studiando il funzionamento di motori, ingranaggi, cuscinetti, trasmissioni meccaniche e sistemi pneumatici. La precisione è fondamentale: per questo si impara a leggere i disegni tecnici e utilizzare strumenti di misura millimetrica come calibri e micrometri.

Il percorso di operatore meccatronico affronta anche l’elettronica e l’automazione: gli studenti approfondiscono i circuiti elettrici di base e i quadri di comando semplici, imparando a cablare correttamente cavi, morsetti, connettori e sistemi di protezione. Utilizzano microcontrollori e sistemi programmabili, acquisendo la logica PLC necessaria per far eseguire alle macchine sequenze di azioni automatiche.
L’uso di software per il disegno 2D/3D e la simulazione dei movimenti completa una preparazione che tocca anche le basi della robotica, tra bracci meccanici e pinze intelligenti.
Un aspetto fondamentale è la diagnostica e la manutenzione: saper individuare un guasto utilizzando multimetri e cercafase, pulire e regolare i componenti sono competenze che trasformano un allievo in un tecnico esperto.
Tutto questo avviene in laboratori dove gli allievi costruiscono prototipi e piccoli impianti funzionanti, lavorano in squadra, imparano a comunicare problemi e soluzioni e applicano le regole di sicurezza sul lavoro e l’uso corretto dei DPI. Durante lo stage, infine, queste competenze prendono forma nel contesto dell’officina e dell’azienda.

Imparare facendo: laboratori, stage e collaborazioni
La meccatronica si impara soprattutto facendo. Per questo circa il 50% delle ore è dedicato alle materie professionalizzanti, con l’utilizzo dei laboratori. A questo si aggiungono 700 ore complessive di stage tra secondo e terzo anno, durante le quali gli allievi sperimentano il lavoro reale in azienda.
ABF si avvale della collaborazione con enti e aziende del territorio per garantire una formazione sempre al passo con i tempi. Ad esempio, da quest’anno il percorso di operatore meccatronico è ulteriormente arricchito dalla collaborazione con Fondazione Dalmine. In prima gli studenti partecipano a 10 laboratori STEM su temi come sicurezza, unità di misura, teoria degli errori, lettura dei grafici, sostenibilità, robotica industriale di base, materiali ed elettropneumatica.
Durante il secondo anno approfondiscono con moduli tecnici su robotica ABB e programmazione PLC, ottenendo anche la certificazione Festo FACT sulle tecnologie pneumatiche di base. In terza e quarta si preparano alle certificazioni Siemens Automazione e Robotica ABB, lavorando nei laboratori della Fondazione insieme ad aziende come ABB, FESTO e Siemens.

Ti abbiamo incuriosito? Ora tocca a te!
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