Libera e ABF insieme per costruire giovani più consapevoli
Domande scomode per un tema scomodo
“Di mafia non se ne parla”: si apre così l’incontro con l’associazione di promozione sociale “Libera”, tenutosi nella giornata del 17 marzo, presso la sede ABF di Bergamo.
Da diversi anni Libera sensibilizza i nostri allievi con interventi dedicati alla lotta alla criminalità, per mantenere vivo il ricordo delle vittime delle mafie. L’auditorium si è trasformato in uno spazio di riflessione e confronto grazie a Gerardo Melchionda, referente di Libera Lagonegrese.

Tramite esempi e riferimenti legati al mondo scolastico, Melchionda fornisce chiarezza sul fenomeno della criminalità organizzata e sulle dinamiche di potere che la governano. L’obiettivo dell’associazione è sfatare il mito secondo cui la mafia sia un fenomeno relegato al Sud Italia.
La cooperazione come formula essenziale
Il referente prosegue l’intervento ponendo l’attenzione sul valore della cooperazione: “A scuola ci vengono insegnate quattro operazioni matematiche… a queste ne aggiungiamo una quinta: la cooperazione, la quale si differenzia dalla semplice somma. Se nella somma vi è ‘uno più uno’, nella cooperazione abbiamo un ‘uno con uno’”.
Quest’ultima diviene la parola chiave in grado di debellare la piaga dell’omertà, la quale nutre e sostiene il meccanismo mafioso. Il dialogo con gli studenti è stato diretto e partecipato, grazie anche a domande stimolanti che hanno invitato i ragazzi a mettersi in gioco in prima persona, riflettendo sul proprio ruolo all’interno della società.
Il nobile obiettivo di Gerardo Melchionda
Durante l’incontro, Gerardo Melchionda ha condiviso alcuni passaggi della propria esperienza personale che evidenziano il suo impegno nella lotta antimafia. Nato nel 1952 in Basilicata, Melchionda è solo un giovane studente universitario quando l’assassinio di Peppino Impastato, da lui conosciuto, per mano di Cosa Nostra lo conduce a una consapevolezza: ”Le mafie non condizionano solo la vita sociale e politica, ma anche le emozioni; influenzano il modo in cui costruiamo la nostra identità”.

Un pranzo con Libera terra
L’incontro si conclude con il pranzo offerto dal Abf di Bergamo: Pasta, olio,taralli e passata di pomodoro sono solo alcuni dei tanti prodotti freschi che vengono forniti da “Libera Terra”, l’associazione che restituisce un valore comunitario alle terre confiscate alla mafia. I piatti, preparati dalle classi terze di cucina e pasticceria, sono serviti dagli studenti di sala bar, diventando così il simbolo della rinascita di tali comunità, creando un prezioso momento di condivisione tra allievi e docenti.
