Informare e sensibilizzare i giovani sulla leucemia
Mercoledì 21 gennaio, presso l’auditorium di ABF Bergamo, gli allievi di terza hanno seguito un incontro dedicato alla donazione del midollo osseo e alla lotta contro la leucemia, con l’obiettivo comune di sensibilizzare e avvicinare il maggior numero di persone possibile alla pratica della donazione.
L’incontro è stato tenuto da Maurizio Albergoni, responsabile dell’Associazione Federica Albergoni che da anni, in collaborazione con ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo), opera per diffondere la cultura della donazione e sostenere chi affronta la malattia.
Il messaggio dell’associazione si riassume in tre parole chiave: dire, fare, donare.
- Dire, per informare e sensibilizzare
- Fare, attraverso incontri, partecipare e fare manifestazioni
- Donare, non solo il midollo osseo, ma anche il proprio tempo
È stato poi spiegato il significato del logo, rappresentato da un girasole: il petalo rosso simboleggia la persona che ha incontrato la leucemia, mentre i petali gialli rappresentano chi le sta accanto, con l’obiettivo di “far diventare giallo anche quel petalo rosso”. Le mani giunte richiamano invece l’importanza e il valore del dono, sia per chi dona sia per chi riceve.
Gli obiettivi dell’iniziativa
L’iniziativa, suddivisa in due momenti principali, ha avuto come obiettivo principale quello di far conoscere cos’è la leucemia, come funziona la donazione del midollo osseo e perché iscriversi al registro donatori può salvare una vita. Attraverso spiegazioni e testimonianze reali e dirette, gli studenti hanno potuto comprendere che donare non significa solo dare, ma anche trasmettere speranza.

Cos’è la leucemia e come si combatte?
La leucemia è un tumore del sangue che colpisce i globuli bianchi, compromettendo anche globuli rossi e piastrine. È stato sottolineato che il midollo osseo non va confuso con il midollo spinale: il primo produce le cellule staminali ematopoietiche necessarie alla vita.
Il percorso della donazione inizia con la tipizzazione (l’esame che identifica le caratteristiche genetiche del midollo osseo), fondamentale per individuare una compatibilità che è molto rara: come riempire lo stadio di San Siro e trovare una sola persona compatibile.
Esistono tre modalità di prelievo delle cellule staminali:
- dal cordone ombelicale
- tramite aferesi (procedura sicura e poco invasiva che permette di prelevare solo le cellule necessarie dal sangue attraverso una trasfuzione, lasciando il resto al donatore)
- dalle creste iliache (prelievo di cellule dal midollo osseo bucando l’osso del bacino, pratica oggi meno frequente).
Mentre il midollo osseo si rigenera in circa dieci giorni e la donazione avviene solitamente una sola volta nella vita, per il ricevente la guarigione completa si ottiene dopo un percorso di cinque anni.

Superare la paura di donare
Un momento è stato dedicato alle paure legate alla donazione del midollo osseo, spesso dovute a informazioni errate o incomplete o al condizionamento mediatico, il quale tramite i media viene enfatizzato incrementando un’aura negativa attorno alla donazione. In realtà, si tratta di una procedura sicura, con un recupero rapido. Informarsi correttamente e ascoltare le testimonianze personali aiuta a superare l’ansia e a comprendere il reale valore di questo gesto.
Le testimonianze: donatore e ricevente
Particolarmente significative sono state le testimonianze personali.
Maurizio Albergoni, ha raccontato la storia di sua figlia Federica, a cui è dedicata l’associazione. Era una ragazza solare, vivace e piena di interessi: amava la danza moderna, aveva tanti amici e desiderava indipendenza e futuro. Abbandonato il liceo artistico, aveva iniziato a lavorare come parrucchiera, trovando impostazione e soddisfazione nel mestiere ma a causa di una leucemia fulminante morì all’età di 19 anni la notte di Natale del 2009. Ha anche ricordato che esiste un’unità mobile (un camper) che va in giro nella provincia di Bergamo per sensibilizzare le persone e raccogliere iscrizioni per la tipizzazione del midollo osseo.
Mauro (donatore) ha spiegato come la sua esperienza sia iniziata con una donazione di sangue per aiutare un amico dopo un incidente. Da lì ha scelto di continuare e di iscriversi anche come donatore di midollo osseo.
Jessica Piantoni (ricevente) ha condiviso la sua storia. Ha ricevuto la diagnosi di leucemia mieloide acuta. Dopo cicli di chemioterapia, l’unica possibilità di salvezza era il trapianto. In poco più di un mese è stato trovato un donatore compatibile. Il 22 dicembre 2020 ha ricevuto il trapianto, una semplice trasfusione di sangue. Dopo mesi di isolamento e cure, il 1° dicembre di quest’anno le è stata comunicata la guarigione definitiva. Concludendo il discorso, ha rivolto ai ragazzi un messaggio motivazionale ed educativo: “Le piccole cose sono il motore della nostra vita” e “non puoi controllare ciò che ti accade, ma puoi decidere come affrontarlo”, esortandoli a prendere con leggerezza la vita, valorizzare le piccole cose e gestire con consapevolezza le difficoltà.
Un piccolo gesto puo fare la differenza
L’incontro si è concluso ricordando che la donazione è anonima, gratuita e può fare la differenza. Come emerso dalle parole dei relatori e dei testimoni, anche un piccolo gesto può diventare fondamentale per qualcuno: donare il midollo osseo significa, a tutti gli effetti, donare la vita.
