Un progetto per custodire vent’anni di storia

Una traccia del nostro presente affidata al tempo

Martedì 13 ottobre, a conclusione di una serie di eventi per festeggiare i 20 anni di ABF, abbiamo interrato nella sede centrale la capsula del tempo, un contenitore che custodisce testimonianze e oggetti rappresentativi della storia del nostro ente. La capsula sarà riportata alla luce il 19 luglio 2045, permettendo a chi la riaprirà di riscoprire ABF del 2025.

All’evento erano presenti Giuseppe Pezzoni, presidente del Consiglio di amministrazione di ABF, Maurizio Betelli, direttore generale di ABF con i responsabili delle diverse sedi e aree dell’ente. Inoltre, sono stati coinvolti quattro ragazzi della classe prima del percorso agricolo di ABF Clusone e la classe quinta, a rappresentare due momenti diversi del percorso formativo: l’inizio di una nuova esperienza e la preparazione al futuro professionale.

Nel celebrare i vent’anni di ABF, il presidente Giuseppe Pezzoni ha rinnovato l’impegno a favore delle nuove generazioni:

«Vent’anni fa abbiamo dato vita ad ABF con una visione chiara: accompagnare i giovani nella costruzione del proprio futuro. Oggi rinnoviamo lo stesso impegno, con la volontà di far crescere questo progetto e renderlo un punto di riferimento anche per le generazioni che verranno».

Il melograno come simbolo di crescita e continuità

Accanto alla capsula del tempo i quattro allievi di Clusone hanno piantato un melograno. In questa occasione, il melograno diventa un simbolo di crescita, che si lega al percorso di ABF e al suo impegno nella formazione delle nuove generazioni.

Come ha sottolineato il direttore generale Maurizio Betelli:

«Oggi abbiamo piantato il melograno vicino alla capsula del tempo con il desiderio di vederlo crescere. In questi anni, circa diecimila ragazzi e le loro famiglie hanno attraversato ABF, portando con sé sogni e progetti per il futuro. Vogliamo continuare a coltivare queste aspirazioni, accompagnando i giovani nella loro crescita personale e professionale».

Cosa contiene la capsula del tempo?

All’interno della capsula è stata raccolta una selezione di materiali che raccontano la vita di ABF, come documenti e oggetti quotidiani destinati a testimoniare come si presentava l’ente nel 2025.

Tra i materiali inseriti ci sono il pieghevole dedicato agli eventi del ventennale, articoli di giornale del 2025, una copia de L’Eco di Bergamo del 20 luglio 2025, i pieghevoli dell’area inclusione e del CRE 2025 e una cartolina degli open day.

La capsula custodisce anche diversi oggetti con il logo ABF: portachiavi, penne, matite, laccetti e uno sticker olografico, insieme a un badge da valigia. Come ulteriori testimonianze del tempo sono state aggiunte anche due monete.

Una chiavetta USB conserva fotografie e video delle sedi, immagini dei mezzi di trasporto e report dei social media. Completa la raccolta un libretto che contiene quasi un centinaio di dediche e pensieri lasciati da dipendenti, studenti o amici di ABF ricco di parole motivanti e speranze per il futuro.

Vent’anni di impegno, con lo sguardo alle nuove generazioni

La capsula del tempo invita a ripercorrere la storia di ABF e a guardare alle sfide future.

Come ricorda Giuseppe Pezzoni, presidente del Consiglio di amministrazione di ABF:

«Lo stesso impegno che ha sostenuto la nascita di ABF vent’anni fa deve accompagnare l’ente nel tempo».

La presenza degli allievi ha dato alla cerimonia un significato ancora più speciale.

Maurizio Betelli, direttore generale di ABF, ha evidenziato:

«La partecipazione della classe quinta vuole ricordare che la formazione professionale è un percorso che continua: prepara i ragazzi ad affrontare nuove esperienze, a sviluppare competenze e a costruire il proprio futuro».

Il 19 luglio 2045, quando la capsula verrà riaperta, i materiali custoditi permetteranno di ritrovare una parte della storia di ABF. Fino ad allora, la capsula e il melograno continueranno a rappresentare un impegno condiviso: custodire il passato, investire nel presente e accompagnare la crescita delle generazioni future.

Articolo a cura di: Cristina De Carli